Il governo italiano sostiene gli investimenti in intelligenza artificiale per le piccole e medie imprese (PMI) con un approccio politico tripartito. La strategia generale segue le linee guida dell'UE e combina incentivi fiscali con un pacchetto di crediti d'imposta e sovvenzioni.
24 settembre 2026
Contesto politico: allineamento agli obiettivi UE su IA e sostenibilità
L'anno scorso, la Commissione Europea ha sollecitato l'Italia a lanciare un quadro politico che colleghi l'intelligenza artificiale allo sviluppo sostenibile. In un rapporto strategico pubblicato nel 2023, EU AI: Policy Coherence for Sustainable Development, la Commissione ha raccomandato all'Italia di dare priorità a tre pilastri chiave per gli investimenti in IA: una migliore regolamentazione, politiche di innovazione dal lato della domanda e incentivi finanziari mirati.
Facendo eco a questo appello, il governo italiano sta ora implementando una serie di misure di sostegno all'IA rivolte alle PMI.
Il Fondo SIMEST da 200 milioni di euro per l'IA
Al centro del nuovo pacchetto di sostegno c'è un fondo da 200 milioni di euro annunciato lo scorso mese da SIMEST, l'agenzia nazionale italiana per la finanza allo sviluppo.
Il SIMEST AI Carrier for SMEs, come viene chiamata l'iniziativa, finanzierà fino a 4 milioni di euro di investimenti per azienda in tecnologia e competenze IA. Il finanziamento è erogato attraverso il fondo rotativo 394/81, gestito con un accordo con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Per potenziare il cashflow delle PMI, il fondo offre condizioni di pagamento generose: un contributo a fondo perduto del 10%, tassi di interesse legati al costo del denaro e un anticipo fino al 50% dell'importo finanziato, con termini di rimborso totali fino a otto anni, inclusi due anni di periodo di pre-ammortamento.
Quali investimenti sono ammissibili?
Per essere ammissibili, le PMI dovranno specificare la loro agenda di investimenti in IA attraverso una o più delle seguenti categorie:
- Creazione di infrastrutture cloud per l'IA
- Sistemi informatici e software focalizzati sull'IA
- Piattaforme e modelli IA
- Soluzioni di gestione dei dati
- Formazione e sviluppo su misura
- Competenze specialistiche e governance dell'IA
- Sviluppo e progettazione di prodotti abilitati all'IA
- Cybersecurity, inclusa la conformità con l'imminente Artificial Intelligence Act dell'UE
Crediti d'imposta più ampi per investimenti green e di digitalizzazione
Il fondo SIMEST si affianca a una più ampia gamma di incentivi fiscali per le imprese industriali e commerciali italiane che desiderano effettuare investimenti green e abilitati dalla tecnologia.
Operativo dal 1° gennaio 2024, il Piano Transizione 5.0 per la trasformazione digitale e verde offre crediti d'imposta variabili alle aziende che effettuano investimenti ammissibili, dal 10 al 15% del valore indicativo dell'investimento, fino a un limite massimo annuo. Entro la fine del 2025, le aziende avranno investito 6,3 miliardi di euro nell'ambito del programma.
Il Piano Transizione 5.0 mira ad accelerare la decarbonizzazione e l'innovazione del Paese, imponendo che l'investimento riguardi tecnologie green, digitalizzazione industriale e automazione. Gli investimenti ammissibili possono anche essere destinati a ridurre il consumo energetico del 3% nello stabilimento produttivo e fino al 5% nelle linee di processo.
Incentivi sovrapposti e scelta tra di essi
Mentre il finanziamento a copertura del gap di SIMEST si colloca naturalmente accanto ai crediti d'imposta della Transizione 5.0, altri programmi di sostegno italiani si sovrappongono a entrambi.
L'esempio più rilevante è il longevo Transizione 4.0, un programma che concede incentivi fiscali simili per tecnologie produttive che consentono alle aziende di creare un piano di innovazione globale - il 4.0 deriva dalla sua inclusione sia negli aggiornamenti green che digitali.
In particolare, l'aumento del credito d'imposta dal 10% al 5% nella legge di bilancio 2024-2025 dovrebbe sovrapporsi agli incentivi fiscali della Transizione 5.0 per l'innovazione tecnologica e green.
Per le aziende, questa densità di incentivi fiscali richiede un'attenta selezione del metodo di sostegno migliore, in termini di ammissibilità, valore per l'organizzazione e progetti pianificati.
Implicazioni per le PMI e le esportazioni
In generale, il pacchetto di incentivi per l'IA e la digitalizzazione assume forme diverse ma complementari: il vettore SIMEST è ideale per le aziende che faticano a reperire il capitale circolante per avviare un investimento, mentre i crediti d'imposta della Transizione 5.0 possono andare più lontano ma sono condizionati dalla maturità del progetto.
Mentre la nuova spinta del governo italiano all'IA attraverso l'iniziativa SIMEST rappresenta una notevole iniezione di liquidità per le PMI più bisognose, gli osservatori concordano sul fatto che si tratta di una strategia di innovazione che manca di una chiara spiegazione della necessità di sviluppo sostenibile.