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Il Porto di Trieste intensifica le dogane digitali per un commercio focalizzato sul rischio

15 ottobre 2026

Le autorità doganali del Porto di Trieste, uno dei principali accessi all'Europa centrale, stanno rapidamente digitalizzando e ottimizzando i processi di controllo. L'obiettivo: sbrigare più velocemente le merci conformi, mantenendo allo stesso tempo un accurato scrutinio sui carichi a maggior rischio.

La società Adriatic Development Marketing (ADM), che gestisce Trieste, è alla guida di questa iniziativa. ADM afferma che la competitività doganiera richiede ispezioni efficaci che non rallentino il commercio legittimo. L'azienda sta investendo quasi 500 milioni di euro tra il 2024 e il 2026 per potenziare l'infrastruttura digitale, creare interoperabilità tra i sistemi e implementare nuove tecnologie per concentrare i controlli doganali dove sono veramente necessari.

Trieste è stata all'avanguardia nella modernizzazione doganale. Un progetto pilota del 2022 ha testato il sistema Port Community Sinfomar per gestire i trasferimenti tra le zone franche e i terminal portuali. Ha anche cercato di migliorare la gestione delle zone cuscinetto esterne e il tracciamento in tempo reale dei veicoli. L'obiettivo finale era uno sdoganamento più rapido ed efficiente grazie ai dati elettronici e ai varchi virtuali.

Quel progetto pilota ha aperto la strada a miglioramenti procedurali. Nel giugno 2025, ADM ha introdotto il "preavviso di uscita" per le merci in transito su strada dalle zone franche di Trieste. Questo ha integrato la trasmissione dati tra il sistema PortTracking di ADM e il Sinfomar PCS dell'Autorità Portuale. Il risultato: aggiornamenti automatici e sdoganamenti più fluidi. Un test condotto nel 2021 su un sistema simile per gli arrivi aveva già dato risultati promettenti, coinvolgendo l'Autorità Portuale del Mare Adriatico Orientale e ADM.

La visione è creare procedure doganali, logistiche e di sicurezza completamente digitalizzate, fondendo componenti fisiche e digitali. Un bando del 2026 per ampliare il Gate IV prevedeva l'installazione di telecamere OCR, scanner per QR/codici a barre, software e un coordinamento della sicurezza in tempo reale. Citava anche l'obiettivo di Trieste di utilizzare un gemello digitale, la blockchain e l'intelligenza artificiale per la gestione dei flussi.

I sistemi automatizzati sono sempre più applicati ai controlli doganali, compresa la valutazione del rischio e il processo decisionale. Sistemi ad alto rischio come quelli per il rilevamento delle frodi sono soggetti a rigidi requisiti di supervisione, come sottolineato dall'Organizzazione Mondiale delle Dogane. Uno studio del 2024 ha chiesto valutazioni approfondite del rischio per i dati gestiti dai sistemi doganali automatizzati.

Le prove più solide supportano l'adozione continua da parte di Trieste di processi doganali automatizzati e basati sul rischio, guidati dagli investimenti digitali di ADM. L'estensione di qualsiasi valutazione del rischio basata sull'IA in tempo reale rimane meno chiaramente confermata.