Notizie di cronaca e ludopatia: responsabilità del racconto mediatico
Le notizie sul gioco d’azzardo fanno spesso titolo. Parliamo di perdite, famiglie in crisi, truffe, casi estremi. Ma il modo in cui raccontiamo questi fatti conta. Può cambiare come le persone vedono il problema. Può aiutare chi soffre. Oppure può fare male. In questa guida spieghiamo, con parole semplici, come scrivere e leggere notizie sulla ludopatia in modo responsabile. Usiamo fonti serie, leggi in vigore e buone pratiche per giornalisti e redazioni.
Cosa significa “ludopatia” e perché la cronaca conta
Con “ludopatia” molte persone indicano il “disturbo da gioco d’azzardo”. È una condizione riconosciuta dalla medicina. Chi ne soffre non riesce a fermarsi. Gioca anche quando sta male, perde denaro, mente ai familiari, si isola. Non è solo “mancanza di forza di volontà”. È un disturbo serio, che richiede aiuto. Per saperne di più, puoi leggere queste pagine autorevoli:
- Istituto Superiore di Sanità (ISS): https://www.iss.it/gioco-d-azzardo
- American Psychiatric Association (APA): cos’è il disturbo da gioco d’azzardo
- NHS (Regno Unito): aiuto per la dipendenza da gioco
Perché la cronaca conta? Perché i media formano idee e emozioni. Un titolo forte può attirare, ma può anche creare stigma (“sei un vizioso”), rassegnazione (“tanto è tutto truccato”), o miti (“si vince facile”). Un racconto fatto bene può invece:
- spiegare cos’è il disturbo, senza giudicare;
- mostrare dove trovare aiuto;
- evitare falsi miti e allarmismi;
- spingere politiche utili per la tutela.
Effetti del racconto mediatico: dal framing allo stigma
Framing e agenda-setting: come la forma cambia il senso
“Framing” significa “cornice”. È il modo in cui scegli parole, titoli, immagini. La stessa storia può sembrare diversa a seconda della cornice. Se scrivi “giocatore rovina la famiglia per colpa sua”, dai un’idea. Se scrivi “persona con disturbo da gioco d’azzardo non riceve aiuto in tempo”, dai un’altra idea. Le parole contano. Anche l’ordine dei fatti conta (agenda-setting): cosa metti in alto, cosa in basso, cosa lasci fuori. Per capire come i media influenzano la salute mentale, vedi anche le risorse UNESCO e OMS:
- UNESCO, guida per giornalisti: disinformazione e responsabilità
- OMS, media e prevenzione del suicidio (principi utili anche per altri temi sensibili): linee guida per i media
Effetto emulazione: prudenza con i casi estremi
Su alcuni temi, come il suicidio, ci sono prove forti: un racconto sbagliato può portare a imitazione. Per questo l’OMS chiede titoli sobri, niente dettagli, numeri di aiuto in evidenza. Per il gioco d’azzardo le prove su emulazione sono meno chiare. Ma la prudenza resta saggia. Evita dettagli su “come si gioca”, “quali sistemi usare”, “quali quote sono migliori”. Non servono per capire il fatto. Possono invece dare idee sbagliate. Vedi anche i consigli del Dart Center per il giornalismo su traumi e temi sensibili:
- Dart Center (Columbia Journalism School): consigli per coprire storie delicate
Stigma e barriere alla cura
Lo stigma ferisce. Se chiami una persona “malata di gioco” o “viziosa”, lei può chiudersi e non chiedere aiuto. Meglio un linguaggio centrato sulla persona: “persona con disturbo da gioco d’azzardo”. Evita toni moralisti e battute. Metti sempre risorse di aiuto. L’OMS ricorda che il linguaggio può aprire porte o chiuderle:
- OMS, salute mentale e stigma: perché le parole contano
Linee guida deontologiche e buone pratiche redazionali
Regole dell’Ordine dei Giornalisti
In Italia esiste un testo chiaro: il Testo unico dei doveri del giornalista. Parla di verità, correttezza, tutela di minori e vittime, privacy, presunzione di innocenza. Quando si tratta di gioco, ricordiamo: niente dettagli gratuiti, niente spettacolarizzazione del dolore, niente pubblicità mascherata.
- Ordine dei Giornalisti: deontologia e Testo unico
- Testo unico (PDF/schede): testo ufficiale
Titoli e immagini: scelte che fanno la differenza
- Evita titoli urlati e parole come “clamoroso”, “miracolo”, “vincita sicura”.
- Evita foto con pile di soldi, slot in primo piano, loghi di operatori.
- Scegli immagini neutre: una redazione al lavoro, un telefono con schermata “aiuto”, una mano che chiede supporto.
- Usa didascalie che informano, non che spingono a giocare.
Contesto e dati: mai il caso isolato
Ogni caso va inserito nel quadro generale. Aggiungi sempre dati, trend, risorse pubbliche. Ecco fonti primarie:
- Istituto Superiore di Sanità, dati sul gioco: pagina ufficiale
- Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), gioco legale: quadro del settore
- Ministero della Salute, area dipendenze: politiche e servizi
- Reuters Institute, informazione e fiducia: ricerche sui media
Quadro normativo e responsabilità pubblicitarie
Decreto Dignità: divieto di pubblicità del gioco
In Italia la pubblicità del gioco con vincita in denaro è vietata. Lo dice il Decreto Dignità (DL 87/2018, convertito in legge). Questo vale per TV, radio, stampa, web, influencer. Le redazioni devono fare molta attenzione a non inserire messaggi o link che spingono a giocare. Neppure in modo indiretto.
- Normattiva (testo del decreto): DL 87/2018
- AGCOM, atti e linee applicative: Autorità per le Comunicazioni
ADM, licenze e strumenti di tutela
Il gioco legale in Italia è gestito da ADM. Gli operatori devono avere una concessione. Ci sono strumenti per proteggere i giocatori, come il Registro Unico delle Autoesclusioni (RUA), limiti di spesa, messaggi di “reality check”. Sono elementi importanti anche per chi fa cronaca: è giusto citarli e spiegarli.
- ADM, RUA (autoesclusione): come funziona l’autoesclusione
- ADM, gioco responsabile: misure e avvisi
Fonti, trasparenza e conflitti di interesse
Quali fonti usare
- Fonti cliniche e istituzionali: ISS, OMS, Ministero, SerD.
- Ricerche peer-reviewed: banche dati come PubMed.
- Associazioni di supporto: Giocatori Anonimi Italia.
- Regolatori: ADM e, quando utile, enti esteri (ad es. GamCare nel Regno Unito) per confronto.
Trasparenza su soldi e link
Se un articolo contiene link affiliati o citazioni di siti che guadagnano con il gioco, va dichiarato. Dillo in modo chiaro. Spiega perché citi quel sito e come lo hai valutato. Evita parole promozionali. Evita inviti a giocare. Usa link solo a risorse legali e utili per capire rischi e tutele.
Come orientarsi tra siti e tutele: criteri di valutazione e trasparenza
Per chi scrive di cronaca è utile capire come funzionano i siti che analizzano l’offerta di gioco legale. Non per spingere a giocare, ma per leggere i fatti con criterio. Ecco domande semplici che puoi fare quando incontri un sito sul gioco:
- Il sito spiega la legge italiana (Decreto Dignità) e i limiti per la pubblicità?
- Parla di licenze ADM e controlli? Linka fonti ufficiali?
- Mostra strumenti di tutela (RUA, limiti, autoesclusione) in modo chiaro?
- Usa linguaggio sobrio, senza promesse di vincita?
- Ha una pagina “Chi siamo” e “Metodologia” trasparenti?
- Dichiara affiliazioni o ricavi da link?
Portali indipendenti di recensioni possono offrire schede tecniche utili per verificare aspetti di legalità e di tutela. Un esempio, da citare solo a fini informativi e con prudenza, è https://transparentbets.com/. La citazione deve restare neutra: nessuna spinta al gioco, nessun “bonus”, nessuna call-to-action. Se inserisci link di questo tipo, aggiungi sempre una nota di trasparenza e, quando possibile, indirizza i lettori prima di tutto alle risorse di aiuto pubblico.
Nota legale: la presente menzione è informativa. Non è un invito al gioco. Eventuali link verso operatori devono rimandare solo a soggetti con concessione ADM e includere messaggi di “gioco responsabile”.
Checklist pratica per redazioni e freelance
- Usa linguaggio centrato sulla persona (“persona con disturbo da gioco d’azzardo”).
- Evita dettagli tecnici su come scommettere o “strategie”.
- Inserisci sempre dati e fonti primarie (ISS, ADM, Ministero).
- Aggiungi risorse di aiuto pubblico e associazioni.
- Niente loghi di operatori, niente cifre di vincita in evidenza.
- Dichiara affiliazioni e conflitti di interesse.
- Fai fact-check e, se possibile, chiedi revisione a un esperto (SerD, psicologo).
- Proteggi privacy di minori, vittime e persone fragili.
Risorse di aiuto per i lettori
- Istituto Superiore di Sanità, gioco d’azzardo: informazioni e studi
- Ministero della Salute, dipendenze: servizi e politiche
- SerD (Servizi per le Dipendenze) nella tua Regione: consulta il sito della tua ASL/ATS o il portale regionale salute (cerca “SerD + nome Regione”).
- Giocatori Anonimi Italia: gruppi di auto-aiuto
- OMS, salute mentale: informazioni e supporto
FAQ
È meglio dire “ludopatia” o “disturbo da gioco d’azzardo”?
Nella lingua comune molti dicono “ludopatia”. Nei testi clinici si usa “disturbo da gioco d’azzardo”. In cronaca puoi usare il termine clinico e spiegare in una riga cosa significa. Aiuta a essere chiari e rispettosi.
Che immagini posso usare senza fare danni?
Usa immagini neutre: redazione, telefono con messaggio di aiuto, simboli di tutela. Evita soldi, slot, roulette, loghi. Niente foto che fanno sembrare il gioco “cool”.
Posso citare siti che parlano di gioco?
Sì, ma solo in modo informativo. Niente inviti a giocare. Cita siti che spiegano regole, tutele e norme. Dichiara se esistono affiliazioni. Rispetta il divieto di pubblicità del Decreto Dignità.
Come bilancio diritto di cronaca e privacy?
Togli dettagli che possono identificare persone fragili. Proteggi minori e vittime. Evita particolari inutili. Segui il Testo unico dei doveri del giornalista. Se hai dubbi, chiedi un parere legale.
Quali dati mettere in un pezzo sulla ludopatia?
Metti numeri chiari e fonti primarie: quanti chiedono aiuto, quali servizi esistono, quali strumenti di tutela (RUA). Linka ISS, ADM, Ministero. Non usare “si dice” o stime senza fonte.
Dove mando i lettori in difficoltà?
Indica SerD territoriali, ISS e Giocatori Anonimi. Evita numeri non ufficiali. Manda ai portali istituzionali. Ricorda: il primo passo è chiedere aiuto a un servizio pubblico o a un medico.
Esempi pratici: titoli “male” vs “bene”
- Male: “Schiavo delle slot rovina la famiglia, ecco il suo segreto per vincere”Bene: “Persona con disturbo da gioco d’azzardo: come la mancanza di aiuto ha peggiorato la situazione”
- Male: “Boom di scommesse! Pioggia di soldi nel weekend”Bene: “Aumento delle giocate: i rischi, le tutele e i servizi pubblici disponibili”
- Male: “Guida rapida: come recuperare le perdite”Bene: “Perché ‘recuperare le perdite’ è un mito pericoloso e dove chiedere aiuto”
Come verificare dati e fonti (passi semplici)
- Cerca se la notizia ha almeno due fonti indipendenti.
- Controlla se le fonti sono istituzionali (ISS, ADM, Ministero) o scientifiche (PubMed).
- Vedi la data: il tema cambia in fretta (nuove leggi, nuove piattaforme).
- Chiedi a un esperto (SerD, psicologo) di rivedere i passaggi clinici.
- Rivedi titoli, occhielli e didascalie: devono essere sobri e chiari.
Note per chi studia e per le redazioni
Se sei uno studente o un giovane giornalista, crea una piccola “cassetta degli attrezzi”:
- Un file con link fissi a ISS, ADM, Ministero, Ordine dei Giornalisti, OMS.
- Un glossario minimo: “disturbo da gioco d’azzardo”, “autoesclusione (RUA)”, “framing”.
- Un modello di disclosure per eventuali affiliazioni.
- Una lista immagini “sicure” e neutrali pronte per l’uso.
Piccolo glossario
- Disturbo da gioco d’azzardo: condizione clinica in cui la persona non riesce a fermarsi e il gioco causa danni seri.
- Framing: la “cornice” di una notizia (parole, immagini, ordine delle info) che cambia come il lettore capisce il fatto.
- Autoesclusione (RUA): sistema ADM per bloccare l’accesso al gioco online e proteggere chi è in difficoltà.
- Agenda-setting: scelta dei temi e del loro peso nelle notizie, che guida l’attenzione del pubblico.
Trasparenza e metodo
Questa guida usa fonti istituzionali e ricerche aperte. Invitiamo chi legge a controllare i link, a salvare la checklist e a condividere buone pratiche in redazione. Se citi siti esterni che trattano di gioco, inserisci sempre una nota di trasparenza. Se sei in dubbio, privilegia risorse pubbliche e scientifiche.
Conclusioni
Raccontare la ludopatia con cura non è un dettaglio. È un dovere. Un buon racconto può ridurre lo stigma, favorire la prevenzione e indirizzare verso l’aiuto. Parole sobrie, dati solidi, rispetto per le persone, trasparenza sui link: così la cronaca diventa un servizio pubblico. Facciamolo, ogni giorno, con responsabilità.
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