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Fine della franchigia sui pacchi: cosa cambia per chi vende all'estero online

L'UE abolirà dal 2026 la soglia di 150 € per l'esenzione dei pacchi dai dazi doganali. Le PMI che inviano pacchi nel mercato unico dovranno ora aspettarsi l'applicazione dei dazi completi, non solo la temporanea tariffa doganale di 3 €.

Rubrica: Export e Dogane4 minuti di lettura
Fine della franchigia sui pacchi: cosa cambia per chi vende all'estero online
Foto: StockSnap, licenza CC0.

La vecchia soglia di 150 € sta finendo La Commissione Europea ha annunciato nel novembre 2025 che la soglia di esenzione dai dazi doganali di 150 €, che esentava i pacchi di basso valore dai dazi d'importazione, verrà eliminata a partire dal 2026. [1] [2] [3]

La soglia de minimis permetteva alla maggior parte delle merci ecommerce di sdoganarsi senza dazio. Ma ora l'UE si aspetta di riscuotere dazi fin dal primo centesimo. È prevista solo una tariffa forfettaria temporanea di 3 €, mentre si sta costruendo una soluzione permanente tramite l'EU Data Hub.

Cosa cambia prima dell'Data Hub Il 1° luglio 2026 è la scadenza per gli stati membri per implementare il nuovo sistema doganale. Ma i sistemi informatici potrebbero essere pronti già dal 1° novembre 2026. [4] [5]

La nuova tariffa verrà applicata su ogni singolo articolo. Quindi un carrello con un prodotto secondario da 10 € e un ordine principale da 400 € attirerà 3 € di dazi, non solo sull'articolo secondario.

La Commissione stabilirà l'importo della tariffa e dovrà rivalutarlo ogni due anni. Per ora, solo la regola dei 3 € a articolo è certa. La Commissione non dice nulla sulle tariffe per fasce più alte.

La tariffa di 3 € si applica anche sugli articoli extra-UE. Quindi un acquirente estero che importa in Italia le proprie merci potrebbe essere colpito da questa tassa di riscossione.

La tariffa di 3 € dovrebbe durare fino a luglio 2028, quando l'EU Data Hub sarà in grado di supportare i codici doganali. Dopodiché, si deciderà un cambiamento permanente alle aliquote e regolamenti doganali UE.

Il nuovo data hub doganale L'EU Customs Data Hub mira a creare un hub centrale per i dati doganali. Supportarà sia le nuove misure doganali per l'ecommerce che le regole commerciali esistenti.

Importante per le PMI: l'Data Hub richiederà tempo per essere implementato. L'UE pianifica:

  • Apertura prevista per le spedizioni ecommerce nel 2028
  • Disponibilità per altri importatori nel 2031
  • Uso obbligatorio entro il 2034 [6] [7] [8]

Quindi l'attuale tariffa di gestione di 3 € è solo l'inizio di lunghe riforme doganali.

Come le PMI dovrebbero pensare ai prezzi Per le PMI italiane, le nuove regole significano ricalcolare i costi di consegna. Due numeri devono essere precisi:

  • IVA: si applicano le stesse regole IVA di prima. Stato tariffario, categorie di prodotto, insieme a nomi di acquirente e mittente, flussi e tipo.
  • La tariffa di 3 €: Non rientra nel vecchio accordo senza spese di spedizione e dazi – è una tassa sull'importazione stessa, non solo sulla spedizione.

Metti in luce le difficoltà delle PMI italiane e delle multinazionali medio-grandi mentre rivalutano la strategia di prezzo per l'Europa e gli accordi ecommerce, basati solo su IVA e questa tariffa.

Naturalmente, le tariffe che la PMI paga ai corrieri, o per le transazioni con carta di credito, potrebbero ora dover essere rinegoziate, e aggiunte al costo di consegna, mentre i costi e le pratiche di dichiarazione dei corrieri alla dogana sono un altro ostacolo per ora, fino a quando la riforma 2026 non sarà completamente attuata, forse più tardi.

Ricorda: l'Data Hub è più lontano. L'eliminazione della soglia di basso valore è irreversibile.

Quindi concentrati a rivedere i prezzi per il presente. Non cercare di prevedere come saranno i costi di spedizione quotidiani sotto l'Data Hub del 2028.

Cosa resta poco chiaro per ora Per ora, l'implementazione esatta delle nuove tariffe non è dettagliata. Potrebbe arrivare un calcolo doganale più preciso del modello forfettario di 3 €, ma non c'è certezza, quindi segui il piano che hai.

Inoltre, l'implementazione e la conformità relative all'Data Hub non sono ancora pronte. All'arrivo dell'Data Hub nel 2028, il Consiglio UE, le agenzie implementative e gli enti fiscali nazionali inclusa l'Agenzia delle Dogne avranno rivisto il manuale operativo quotidiano.

Quindi le PMI dovrebbero monitorare gli aggiornamenti della Commissione per eventuali dettagli extra, disaccordi degli stati membri e ulteriore aiuto per far funzionare la tariffazione a articolo.

Istituzioni italiane da monitorare L'Italia non ha ancora pubblicato consigli diretti per le PMI sul periodo di prova che arriverà nel 2026, o su come l'EU Data Hub potrebbe aiutarle. Manca ancora la guida ufficiale dalle agenzie menzionate nella sezione sui dati che non ha potuto essere verificata.

Per ora, una PMI italiana dovrebbe aspettarsi che le decisioni più importanti vengano prese a Bruxelles, con gli equivalenti locali che finalizzeranno l'implementazione sulla microeconomia al dettaglio, e poi si adatteranno alle regole 2026-2028.

Quindi la PMI italiana dovrebbe sapere. La mossa dell'UE di eliminare le esenzioni per le spedizioni in pacco, passando alla tariffa doganale di 3 € è importante. Ma il lavoro preliminare sull'EU Data Hub – il sistema doganale permanente – lo è ancora di più. Devono cambiare i prezzi, ma devono anche capire quando e come cambiare. È importante seguire le regole attuali per ora, e anche tenere d'occhio l'orizzonte lontano per prepararsi alla seconda fase.

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