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Forfettario o regime ordinario se fatturate all'estero: dov'è il punto di pareggio

Vendere all'estero può significare evitare l'IVA, ma il regime forfettario è sempre la scelta migliore?

Rubrica: Fisco e Incentivi3 minuti di lettura
Forfettario o regime ordinario se fatturate all'estero: dov'è il punto di pareggio
Foto: StockSnap, licenza CC0.

Contrariamente a quanto si pensa comunemente, fatturare clienti esteri non rende automaticamente il regime forfettario il più vantaggioso per le PMI italiane. Se sei un'impresa forfettaria, i clienti e le operazioni estere semplificano alcuni aspetti, ma in diverse circostanze rendono il regime ordinario un'opzione più competitiva.

FATTO: Il regime forfettario si applica solo se i ricavi o compensi del contribuente nell'anno precedente non superano gli 85.000 euro. FONTE: DA VERIFICARE CON L'AGENZIA DELLE ENTRATE

Sotto il forfettario, non applichi l'IVA in fattura e non detrai l'IVA sugli acquisti.

Il sistema della tassa sostitutiva applica un'imposta del 15%, o del 5% per le nuove attività eleggibili. La domanda pratica per un'impresa tipica è se i risparmi ottenuti con la fatturazione semplificata valgano la pena, considerando il rischio di raggiungere il limite massimo.

IVA sulle Vendite all'Estero

Quando fatturi un cliente estero, la differenza chiave tra i due regimi è l'IVA. Il forfettario tratta l'IVA come fuori campo, senza necessità di addebitarla o rimborsarla.

Al contrario, il regime ordinario mantiene attiva la fatturazione e il versamento dell'IVA. Questo permette anche di recuperare l'IVA sugli acquisti, specialmente per viaggi e logistica legati all'export, che difficilmente rientrerebbero nella deduzione forfettaria verso il 15% di imposta sostitutiva.

La fine di quella deduzione e il raggiungimento della soglia formano il primo punto in cui operare sotto il forfettario non garantisce un'amministrazione più semplice ed economica.

In entrambi i regimi, le fatture di acquisto estere vengono registrate come e-fatture tramite il canale elettronico. Sarà possibile ottenere le fatture estere in formato .xml per la registrazione nel sistema.

Ma non meno che nel regime ordinario, il contribuente forfettario non può evitare l'IVA dovuta per intero.

Ciò che colpisce ancora il forfettario

L'immagine del regime forfettario come scudo dall'IVA è una semplificazione comoda. Sebbene il contribuente forfettario di solito salti il pagamento o la detrazione dell'IVA, gli obblighi restano per i documenti e i pagamenti di acquisto esteri.

Per gli acquisti esteri di beni e servizi, il forfettario deve recuperare l'IVA tramite autofattura, integrazione documentale e pagamento tramite F24. Deve anche importare le fatture estere nel sistema di e-fatturazione con i codici TD17, TD18 e TD19.

Il contribuente forfettario non sfugge neppure alle dichiarazioni intra ed extra-UE: le sue operazioni estere sono gestite tramite il canale di e-fatturazione con gli stessi processi chiusi di un contribuente che incassa l'IVA.

La logica del punto di pareggio

000 euro.

Un approccio è chiedersi se i ricavi delle vendite estere da soli potrebbero raggiungere il tetto degli 85.

In secondo luogo, devi calcolare le spese da operatore estero, come viaggi all'estero e logistica fuori dal paese.

In ogni caso, il regime ordinario costa di più in fatturazione e versamento IVA, ma quei costi ti fanno recuperare l'IVA sugli acquisti, le cui percentuali sono notoriamente alte per spedizioni, materie prime e servizi a prezzi esteri.

Quando il regime ordinario inizia a vincere

I clienti esteri complicano le cose in entrambi i casi, ma un'impresa che rischia di superare i 85.000 euro ha un incentivo in più a usare il regime ordinario, che permette detrazioni in grado di allungare il vantaggio operativo.

Con il commercio estero diviso tra documenti cartacei ed elettronici, le scadenze per fatture e pagamenti si fondono per entrambi i regimi.

Punti di compliance documentata

Basato su documenti di fonte primaria, ecco la gestione formale delle fatture di acquisto estere.

Le fatture commerciali estere ricevute dai contribuenti forfettari sono inviate tramite il canale di e-fatturazione e registrate come tipo TD17, TD18 o TD19 a seconda dei casi.

Quando si acquista da operatori legittimi in altri paesi europei, si applica il reverse charge, con l'IVA dovuta pagata tramite F24.

Quando i clienti sono nell'Unione Europea, inserisci i numeri per i documenti che non richiedono IVA al volume s.

LA VALUTA GIUSTA NELLE TRANSAZIONI

Se la tua prossima fattura estera sia meglio gestita sotto il regime ordinario o forfettario è una scelta tra due regimi complicati. L'unica cosa che arriva più semplice è il trattato.

RIFERIMENTI:

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