Bilancio di sostenibilità: chi è obbligato e cosa chiede il cliente a un fornitore PMI
Dopo la semplificazione della direttiva UE sulla rendicontazione della sostenibilità aziendale (CSRD) pubblicata il 30 luglio 2025, solo una piccola frazione di imprese italiane rimane soggetta direttamente agli obblighi di rendicontazione sostenibile.

Chi è ancora direttamente obbligato
La nuova soglia stabilita dalla Commissione è stringente - solo le aziende con oltre 1.000 dipendenti e un fatturato superiore a 50 milioni di euro o un totale di bilancio sopra i 25 milioni rimangono nell'ambito di applicazione della CSRD. Queste sono le società direttamente obbligate a pubblicare un bilancio di sostenibilità completo secondo le regole.
Per la maggior parte delle imprese, si tratta di una significativa riduzione rispetto all'ambito iniziale della CSRD. Quasi l'80% delle aziende viene cancellato dall'obbligo di rendicontazione obbligatoria con il nuovo regolamento. Per le società italiane che si stavano preparando all'impatto della CSRD, questo cambia radicalmente la portata pratica.
La maggior parte delle piccole e medie imprese (PMI) che non raggiungevano questa soglia hanno visto i propri obblighi completamente eliminati. Anche alcune grandi aziende che superavano i limiti iniziali di fatturato ma restavano sotto le nuove soglie di dipendenti e fatturato ora escono dal perimetro.
Il cambiamento è stato guidato dalla volontà della Commissione di ridurre l'onere per le aziende più piccole continuando a promuovere pratiche commerciali sostenibili. La raccomandazione ufficiale sullo standard volontario di rendicontazione sostenibile per le PMI, pubblicata il 30 luglio 2025, mirava a raggiungere questo equilibrio.
Perché le PMI vengono ancora richieste
Tuttavia, l'eliminazione dell'obbligo di rendicontazione non significa che le richieste di dati sulla sostenibilità da parte di grandi partner siano scomparse.
Molte PMI continuano a ricevere domande sulle loro pratiche e performance di sostenibilità da clienti e banche. Ciò a causa dell'effetto "catena del valore" della rendicontazione sostenibile. Le grandi aziende che rimangono nell'ambito obbligatorio della CSRD devono rendicontare sulle pratiche di sostenibilità dei loro fornitori e partner.
La raccomandazione e i regolamenti attuativi della Commissione affermano specificamente che, sebbene le piccole imprese siano al di fuori dell'obbligo di rendicontazione obbligatoria, potrebbero comunque dover fornire informazioni alle aziende soggette alla CSRD per i loro obblighi di rendicontazione. Questo include elementi come le emissioni di carbonio o le disclosure sui diritti umani.
Per gestire questo aspetto, la Commissione ha fornito uno standard volontario per le PMI al di fuori della copertura CSRD. Chiamato Standard Volontario di Rendicontazione di Sostenibilità per PMI (VSME), funge da "scudo" per le piccole imprese, limitando la quantità di informazioni personalizzate che le aziende soggette alla CSRD possono richiedere.
Cos'è lo standard volontario SME
Lo standard VSME include sia un modulo base che uno completo, con rispettivamente 51 e 42 punti dati chiave. Questi coprono aree di rendicontazione tra cui questioni ambientali, sociali e di governance (ESG).
È importante sottolineare che non è obbligatorio per le PMI preparare un bilancio di sostenibilità completo utilizzando lo standard VSME. Lo standard è volontario nell'applicazione. La Commissione lo ha reso disponibile come opzione intermedia per le aziende che hanno bisogno di produrre disclosure di sostenibilità ma vogliono farlo con un approccio leggero.
Ciò significa che il VSME è più uno strumento o un modello che un obbligo vincolante per la maggior parte delle PMI. Fornisce un modo strutturato per le piccole imprese di rendicontare i propri dati di sostenibilità, ma non ha lo stesso peso legale delle disclosure obbligatorie della CSRD richieste alle aziende più grandi.
Cosa contiene il questionario
Lo standard VSME delinea i punti dati chiave che un'azienda potrebbe dover fornire.
Il VSME include un totale di 93 punti dati in due moduli. Il modulo base, che le aziende possono usare come punto di partenza, ne include 51. Il modulo più completo aggiunge altri 42 punti dati. Le aziende possono selezionare il modulo che meglio si allinea alle loro dimensioni e alle informazioni richieste dai partner.
Tuttavia, è importante notare che nella pratica le domande specifiche che una PMI potrebbe ricevere da un cliente o una banca possono variare. Mentre lo standard VSME fornisce un quadro, le aziende soggette alla CSRD potrebbero comunque chiedere dati specifici non coperti dallo standard. Ciò significa che le PMI potrebbero dover adattare le proprie risposte oltre il semplice utilizzo del VSME come modello.
Come rispondere senza esagerare
In generale, le linee guida della Commissione prevedono che le PMI utilizzino lo standard VSME come base per le loro risposte. Questo consente loro di fornire le informazioni più rilevanti e allineate con le aspettative dei partner, senza andare oltre ciò che è necessario.
Quando rispondono alle richieste, le PMI dovrebbero puntare a fornire le informazioni richieste dallo standard VSME, piuttosto che preparare un rapporto esteso e individualizzato. La raccomandazione della Commissione specifica che lo standard VSME dovrebbe essere utilizzato per limitare la quantità di informazioni che possono essere richieste alle PMI, e che richiedere informazioni più dettagliate dovrebbe essere l'eccezione piuttosto che la regola.
Cosa resta incerto
Tuttavia, permangono alcune aree di incertezza per le PMI che affrontano la rendicontazione sostenibile. Man mano che il testo definitivo del regolamento viene pubblicato e implementato, è probabile che emergeranno ulteriori dettagli e orientamenti.
Ad esempio, sebbene lo Standard Volontario di Rendicontazione di Sostenibilità per PMI sia destinato a diventare un'opzione standardizzata, permangono dubbi su quanto rigorosamente sarà applicato e interpretato da diverse aziende soggette alla CSRD. Le PMI dovrebbero prepararsi a confrontarsi con interpretazioni individuali dello standard da parte di diversi partner.
Inoltre, sebbene il pacchetto di semplificazione della Commissione miri a ridurre l'onere della rendicontazione per le piccole imprese, rimangono preoccupazioni che la CSRD semplificata potrebbe avere effetti indiretti imprevisti per le PMI nella catena di approvvigionamento. Ad esempio, man mano che le aziende soggette alla CSRD rendicontano sulla loro catena del valore, le PMI potrebbero comunque subire pressioni indirette per migliorare le proprie prestazioni di sostenibilità.
Criteri ONG sostenibilità - quali, da dove, testo?
Il risultato finale è che la semplificazione della CSRD significa che la maggior parte delle aziende italiane non avrà un obbligo diretto e obbligatorio di rendicontazione sostenibile. Tuttavia, potrebbero comunque dover fornire un certo livello di informazioni sulla sostenibilità ai propri partner. Lo standard di rendicontazione volontaria per PMI fornisce un quadro per farlo, ma le aziende dovrebbero comunque prepararsi a navigare nel panorama in evoluzione e nelle aspettative individuali dei propri partner.
In sintesi, le PMI non soggette alla rendicontazione CSRD possono utilizzare lo Standard Volontario di Rendicontazione di Sostenibilità per PMI (VSME) come risposta standard quando clienti o partner richiedono informazioni. Tuttavia, potrebbero comunque dover essere flessibili nel loro approccio, poiché le domande esatte e le aspettative possono variare da azienda a azienda.